Il 26 febbraio, la nostra classe si è trasformata in una squadra di piccoli critici d’arte per una visita speciale alla mostra “Impressionismo e modernità” presso il Museo di Casa Cavazzini a Udine.
Abbiamo avuto la fortuna di ammirare 84 capolavori arrivati direttamente dalla Svizzera, che ci hanno raccontato come, circa cento anni fa, i pittori abbiano deciso di rivoluzionare il modo di usare pennelli e colori.
Un percorso tra emozioni e colori!
Accompagnati dalla guida, abbiamo imparato a “leggere” le opere non solo con gli occhi, ma anche con le emozioni. Ecco i momenti che ci hanno colpito di più:
- La magia della luce: Davanti all’opera di Claude Monet, “Belle-Île, tramonto”, abbiamo capito come gli Impressionisti amassero dipingere all’aperto per catturare i riflessi del sole sull’acqua e i colori del cielo che cambiano in un istante.
- L’energia di Van Gogh: Il ritratto di “Joseph Roulin” ci ha mostrato un modo di dipingere pieno di energia, dove il colore è steso con forza per far emergere la personalità e l’umanità del protagonista.
- Il mondo a pezzetti: Con il Cubismo di Juan Gris e la sua “Bottiglia e compostiera”, abbiamo scoperto che la realtà può essere “smontata” e ricomposta in forme geometriche, mostrandoci le cose da tanti punti di vista diversi contemporaneamente.
- I sogni di Magritte: Entrando nel mondo dei Surrealisti, abbiamo osservato opere come “Il mondo perduto”, dove gli oggetti diventano misteriosi e ci trasportano nel fantastico mondo dell’inconscio e dei sogni.
Il nostro Laboratorio: la tecnica del “Grattage”
Dopo aver nutrito la mente con i capolavori dei grandi maestri, è toccato a noi metterci alla prova. Ispirandoci a Max Ernst, un artista che amava sperimentare tecniche sempre nuove, abbiamo partecipato a un laboratorio di grattage.
Invece di usare i colori nel modo classico, abbiamo lavorato “per sottrazione”. Per prima cosa abbiamo preparato una base ricca e materica stendendo diversi strati di colori a cera. Una volta creato questo fondo colorato, abbiamo utilizzato uno strumento appuntito per incidere e grattare via lo strato superficiale. Questo gesto di “graffiare” la cera ci ha permesso di far apparire magicamente figure e sagome dai colori vivaci che si nascondevano sotto la superficie.
È stato un modo affascinante per capire che l’arte non è solo aggiungere colore, ma può essere anche una ricerca di forme nascoste, proprio come facevano i pittori moderni quando cercavano nuovi modi per esprimere la loro creatività.








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