Per chi studia e abita in FVG cosa ci può essere di meglio che incontrare o ripassare il medioevo passeggiando in collina, scoprendo nel bosco i ruderi di un antico castello o passeggiare nei saloni di una domus palatina del 1200?
Così hanno fatto negli ultimi anni due classi terze del liceo delle Scienze umane Uccellis: la 3B dell’ormai lontano 2022 (con le proff. Birtig, Orsaria, Treleani e con l’educatrice Zucca) e la 3C del 2026 appena trascorso (con i proff. D’Agostini, Orsaria e Morassutti).
Complice la disponibilità degli archeologi che animano il Museo dei castelli di Attimis e quella del Corpo forestale regionale la classica uscita didattica al museo si è trasformata in una autentica scoperta dei tesori sconosciuti di casa nostra. Breve ed economico il tragitto da Udine ad Attimis grazie alla mobilità pubblica regionale e coinvolgente il viaggio nel passato attraverso modesti oggetti di ogni giorno o reperti di pregio: l’esposizione del Musei dei Castelli è pensata per toccare con mano il passato attraverso l’estrazione della spada nella roccia, la prova dell’armatura medievale, il conio di una moneta e giochi più o meno impegnativi per i più piccoli sempre a tema ‘medioevo’.
Ma il bello – per noi – doveva ancora venire: archeologi e guardie forestali ci hanno guidato nel bosco sopra Attimis per scoprire con i nostri occhi – e con i nostri piedi! – il profondo legame fra il sito in cui sorgeva un castello e il suo territorio. Oggi questi siti e questi ambienti vanno tutelati e qui entra in gioco la Guardia forestale col suo ruolo di sorveglianza o se serve di repressione del crimine, per noi fortunatamente, di educazione civica e formazione.
La passeggiata nel bosco di castagni e aceri, in pieno foliage per noi che l’abbiamo fatta in autunno, con la sua lieve pendenza fra mette un pò alla prova chi è abituato alla pianura, ma è molto gratificante infine giungere al grandioso castello di Partistagno con la sua piccola cappella elegantemente affrescata secondo il gusto del tempo e alla domus palatina che ha affiancato il primitivo (e scomodo per i residenti…) ‘mastio’ altomedievale.
Dopo tante fatiche e scoperte siamo scesi a Racchiuso che conserva la più antica iscrizione in friulano murata sulla porta del campanile. Non era tutto: lì ci aspettava ancora una gradevole sorpresa: la professoressa Carla Morassutti ci aspettava al varco con una sontuosa merenda che premiava tutte le nostre fatiche e ci disponeva di ottimo umore per il rientro a Udine con la corriera di ritorno.
Siccome gli insegnanti non fanno mai niente per niente – come ripeto sempre agli studenti – l’uscita può essere abbinata a diverse proposte didattiche.
Personalmente ho proposto alle ragazze e ai ragazzi del ’22 di inventare una attività didattica destinata ad una classe quinta della primaria, dando libertà ai vari gruppi di scegliere fra giochi, canzoni, balletti, attività motorie, con l’obbligo però di coinvolgere il maggior numero possibile di discipline.
Quest’anno invece le studentesse e gli studenti, divisi in gruppi, dovevano creare una piccola brochure illustrativa per presentare il museo, e possibilmente attirare classi di terza liceo: quindi dovevano agganciarsi a argomenti disciplinari e temi utili a chi frequenta proprio questa classe.
L’idea lanciata alla classe era quella di promuovere questi luoghi, queste attività e professionalità grazie alle quali abbiamo vissuto l’esperienza non banale di imparare facendo e vivendo i luoghi del nostro territorio.
F. Orsaria
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