Impressionismo e Modernità – Visita della classe 3A alla mostra di Casa Cavazzini di Udine

La classe 3A ha visitato la mostra “Impressionismo e modernità” a Udine, scoprendo capolavori e sperimentando il grattage.

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Il 19 febbraio, la nostra classe terza ha vissuto un’esperienza artistica di eccezionale valore visitando la mostra “Impressionismo e modernità” presso il Museo di Casa Cavazzini a Udine. L’esposizione ha permesso ai bambini di scoprire 84 capolavori provenienti dal Kunst Museum di Winterthur, tracciando un percorso che va dalle prime intuizioni dell’Impressionismo fino alle avanguardie del Novecento.

Durante la visita, gli alunni sono rimasti affascinati dalla capacità di Claude Monet di catturare la luce e i riflessi dell’acqua “en plein air”, come nell’opera “Belle-Île, tramonto”. Hanno poi incontrato l’intensità espressiva di Vincent Van Gogh attraverso il celebre ritratto di “Joseph Roulin”, dove il colore diventa uno strumento per comunicare emozioni profonde e legami umani. Il percorso è proseguito con la scoperta del Cubismo, dove artisti come Juan Gris in “Bottiglia e compostiera” hanno insegnato ai bambini a scomporre la realtà in forme geometriche, e del Surrealismo di René Magritte, che con “Il mondo perduto” ha aperto le porte al mondo dei sogni e dell’immaginazione.

Il laboratorio creativo finale è stato dedicato alla sperimentazione pratica della tecnica del grattage, una procedura che ha permesso agli alunni di immedesimarsi nel metodo di lavoro di Max Ernst, autore di opere cariche di mistero come “La foresta”. I bambini hanno iniziato l’attività preparando una base materica stendendo diversi strati di colori a cera, sovrapponendo tonalità diverse per creare un fondo ricco. Successivamente, utilizzando uno strumento appuntito, hanno iniziato a incidere e grattare la superficie cerosa. Questo gesto di asportazione ha permesso di far emergere in modo sorprendente i colori sottostanti, dando vita a figure, sagome e trame inaspettate che sembravano quasi affiorare autonomamente dal foglio. Attraverso questa tecnica, i piccoli studenti hanno compreso che l’arte può nascere anche dalla sottrazione e dalla scoperta di ciò che si nasconde sotto la superficie, stimolando la loro capacità di vedere forme fantastiche nella materia stessa, proprio come accadeva nelle ricerche degli artisti surrealisti.