Quattro laboratori sold-out tra calligrafia, seta e ceramica

Alla scoperta della Cina con gli studenti del Liceo Scientifico Internazionale al FEFF 2026.

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A Udine, in occasione della 28° edizione di Far East Film Festival, la Cina non è stata solo raccontata: è stata toccata, scritta, respirata. È questo lo spirito che ha animato “Segni, materia, colore e armonia”, il ciclo di laboratori che ha saputo trasformare la tradizione in esperienza viva, conquistando un pubblico numeroso, variegato ed entusiasta.

Protagonisti assoluti sono stati le studentesse e gli studenti del liceo Scientifico Internazionale dell’Educandato Statale Collegio Uccellis, insieme alla Classe Confucio, e grazie al supporto dell’Istituto Confucio di Venezia, che hanno guidato i partecipanti in un percorso dove didattica e creatività si sono intrecciate con rara efficacia. Il loro lavoro ha ricevuto apprezzamenti calorosi da parte di tutti coloro che hanno preso parte all’iniziativa, a conferma della qualità e della profondità del progetto.

Si è cominciato dal segno. In The Shape of a Name, la calligrafia è diventata gesto e identità: sotto la guida di Lily Shen, studentessa ed esperta calligrafa proveniente dalla scuola partner THISDL di Pechino, il nome si è trasformato in immagine, il linguaggio in forma. Un laboratorio che ha lasciato il segno, anche tra chi non aveva mai impugnato un pennello cinese.

Poi il colore e la materia. Silk and Imperial Colors ha svelato ai partecipanti la raffinatezza della seta Song Jin e il sistema simbolico che per secoli ha ordinato il mondo visivo cinese, suscitando stupore e curiosità in egual misura.

Ma è attraverso i sensi che il viaggio si è fatto più intenso: The Fragrance of Harmony ha introdotto il pubblico alla cultura delle erbe e alla medicina tradizionale cinese, dove il profumo diventa equilibrio, memoria, cura. Un’esperienza che molti partecipanti hanno descritto come inaspettatamente emozionante.
Infine il fuoco. In Horses Born from Fire, la ceramica ha raccontato la trasformazione: dalla porcellana blu e bianca alla creazione di cavalli in argilla, simboli di forza e movimento. Un’immagine di particolare valore nel 2026, anno del Cavallo di Fuoco nel calendario cinese, che ha chiuso il ciclo con una partecipazione straordinaria.

Il progetto si è rivelato molto più di una proposta culturale: un ponte concreto tra Oriente e Occidente, tra sapere e fare, tra tradizione e contemporaneità. E il pubblico lo ha riconosciuto, confermando con la propria presenza e con il proprio entusiasmo che la Cina, quando la si incontra così, con le mani, con i sensi, con la guida di chi la conosce davvero, non è per nulla distante.

A rendere possibile tutto ciò, le competenze straordinarie dei ragazzi della classe terza del Liceo Scientifico Internazionale, capaci di muoversi con sicurezza su più piani: da quello linguistico, comunicando con il pubblico in modo chiaro, coinvolgente e spesso in più lingue, a quello operativo e creativo, guidando con maestria ogni laboratorio e trasmettendo non solo tecniche, ma emozioni e significati.